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Quanto può fare paura la felicità?

La felicità è la causa e non l'effetto. Per raccogliere felicità, serve piantare semi di felicità, tanto semplice da dire quanto difficile da mettere in pratica, ma da questa legge non si sfugge.

Tanta, ve lo dice una che di felicità se ne intende.

Nella mia vita ne ho realizzate di cose. Ho avuto il coraggio e la determinazione di prendere al volo la fortuna che mi si parava davanti, ho osato quando era necessario, ho cercato il mio sogno, l’ho costruito e l’ho realizzato.

Ogni giorno aggiungo e tolgo dettagli a quel sogno, perché sono convinta che la Vita sia dinamicità e continuo cambiamento. Eppure è capitato e capita anche a me di avere paura della felicità.

Se continui a seminare costantemente, prima o poi raccogli, a questa legge dell’Universo non c’è eccezione. Arriva quel momento in cui raccogli tanto, in diversi campi, sia personale che professionale.

Arriva un momento in cui realizzi anche quello che non credevi possibile: non sai quando ma ad un certo punto del percorso ti sei convintə che potevi realizzare tutto tranne quella cosa lì. Te ne convinci a tal punto da arrivare a credere che sia giusto così. Ma hai comunque continuato a seminare.

Hai tentato ogni giorno di essere coraggiosə e determinatə, hai sviluppato gratitudine per tutto ciò che ti capita, proprio tutto, e per tutte le persone che hai incontrato. Anche dove non credi arriveranno i frutti di questo lavoro incessante e quotidiano.

Non ti senti prontə, hai solo paura. Non capisci cosa sta succedendo perché nella tua testa avevi creato un film diverso e te lo sei ripetutə per così tante volte, per così tanto tempo, che quello che stai vivendo deve essere sbagliato, deve avere qualcosa che non va. Non è così.

Avere paura di essere felici è una grandissima perdita di tempo ed energie.

Lo sappiamo che oggi ci siamo e tra poco chissà. Non si tratta di scaramanzia, lo sappiamo che succede. Sappiamo bene quanto la Vita è impermanente e quanto ogni attimo sia unico, prezioso e irripetibile.

Non diamo da mangiare alla paura, ascoltiamola il giusto, ma non permettiamo che divori tutto.

La paura se ben sfruttata permette di essere prudentз e attentз, ci aiuta a non trascurare le nostre esigenze, è il motore per essere coraggiosз e determinatз. Oltre si divora il bello, distrugge la pianta della felicità che faticosamente abbiamo curato ogni giorno.

Quanto può fare paura la felicità? Sta a noi decidere cosa farne di questa paura. Se ben usata ci renderà ancora più felici. Conosco un unico trucco per camminare in questa direzione: vivere il momento presente, attimo per attimo.

È tanto inutile pensare troppo al passato quanto proiettarsi eccessivamente nel futuro.

Noi siamo qui, ora, è questo il momento da vivere.

Raccogliamo quello che abbiamo seminato, continuando costantemente a piantare semi di felicità. Tutto il resto è semplicemente inutile.

(Lo so bene, facile a dirsi poi nella pratica. Ho scritto questo post in un momento di totale paura, perché avevo innanzitutto bisogno di ricordare a me stessa certe cose. Possono essere azioni difficili, ne sono consapevole, ma non sono impossibili: è un passo alla volta che si cammina, un passo alla volta.)

Ne parlo anche sul Podcast Ciclofilosofico: i contenuti del Blog e del Podcast non si sovrappongono, ma offrono prospettive e approfondimenti diversi in base al periodo in cui sono stati creati.

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